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- Comunicazioni ai clienti. I clienti tendono ad essere ricettivi al marketing via e-mail soprattutto se l’e-mail viene usata per dare loro notizie in anteprima sullo sviluppo di nuovi prodotti o su novità dell’ultimo minuto. In questo senso, l’e-mail può essere un sistema molto efficace per preannunciare ai clienti nuovi prodotti o aggiornamenti, inviare una notizia urgente su un aggiornamento o un problema riguardante un prodotto, informare i clienti di cambiamenti nel servizio, annunciare notizie importanti sull’azienda, invitare i clienti ad un evento riservato a loro e così via. Come per ogni buon direct marketing che si rispetti, deve essere incluso un invito all’azione; basta anche un semplice: ”Per beneficiare di tale offerta, rispondete a tale e-mail oggi stesso”. Di solito si può partire dal presupposto che i clienti accetteranno di buon grado le e-mail se sono stati loro a darvi l’indirizzo e-mail. Ciò nonostante, alcuni di questi clienti potrebbero non gradire il vostro uso dell’e-mail per fini promozionali, quindi dovete dare loro la possibilità di farsi togliere dalla lista.
- Follow up. Clienti effettivi e potenziali accetteranno favorevolmente il marketing via e-mail se esso viene usato per rispondere a richieste oppure a ordini da parte loro, in particolare se le richieste o gli ordini sono stati effettuati elettronicamente.
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- Chiedere sempre il permesso di inviare e-mail. Avete tutto il diritto di chiedere e tenere indirizzi e-mail esattamente come registrate altre informazioni pertinenti sui vostri clienti effettivi o potenziali, ma quando chiedete un indirizzo e-mail dovete porre anche la seguente domanda: “Possiamo comunicare con Lei via e-mail?” Se ricevete un “SI” come risposta siete a cavallo, se invece ricevete un “NO” tenetene seriamente conto e registrate tale risposta nel record riguardante tale utente nel vostro database, in modo da nojn inviargli messaggi indesiderati di posta elettronica. In conseguenza di ciò i termini “permission e-mail” e “permission marketing” sono diventati concetti diffusi, che associano l’e-mail all’idea di chiedere qal destinatario il permesso di inviargli e-mail per scopi promozionali. Il libro di Seth Godin, Permission Marketing, rappresenta probabilmente la migliore analisi sull’argomento. Alcuni esperti di marketing credeno che il concetto di permission marketing si estenderà da internet a tutti i mezzi, divenendo in futuro una pratica standard di marketing.
Eccoci qua con un caso simil-reale che possa rendere tutti consapevoli di come internet possa migliorare in maniera eloquente le aspettative di una direct mail. Ogni riferimento a cose e persone è puramente casuale.
Valerio, marketer della Pincopallo, sta per spedire un elevato quantitativo di mailing di qualità elevata a 20.000 networking manager in aziende medio-grandi. Il suo obiettivo è ottenere possibili clienti qualificati per un prodotto di rete, “Traffickop”, il cui prezzo medio di vendita è di 15.000 euro. Leggi il resto di questo articolo »







